Viaggiare da soli non è così male. Impari tanto da te stesso. Impari soprattutto che ti piace fare un sacco di cose che non facevi da tempo. Non fa paura viaggiare da soli, sì certo alla lunga stanca. Credo che l’uomo sia sempre in cerca di un confronto e del suo branco, anche se passeggero, ma che in fin dei conti ti fa sentire parte di un qualcosa. Ma quando sei sola, il viaggio diventa più grande. Impari a goderti ogni minuto che hai a disposizione, a visitare quelle cattedrali gotiche che ti hanno sempre affascinato, ma che per la maggior parte sono noiose. Impari a perderti nelle città, e a scoprire zone che con un planning ben definito, non troveresti mai. Impari a goderti un caffè al bar, a scambiare due parole con le persone del posto. Impari a portarti un libro dietro e a goderti il silenzio nella calma di un luogo nuovo. Ma soprattutto impari ad osservare. E ti accorgi che i ciliegi hanno iniziato a fiorire nonostante faccia ancora freddo, che alcuni nomi delle strade sono davvero buffi, e che dove non c’è gente di solito ci sono viste mozzafiato. E poi d’un tratto ti accorgi che hai camminato per 20 km, e che poi non si sta così male con se stessi. E che ogni tanto fa bene farlo, dico mollare tutto e fare quello che ti piace, senza doverlo giustificare a nessuno, senza accordi, senza compromessi. Viaggiare da soli non fa paura, siamo noi che ci facciamo tremendamente paura. Paura di non conoscerci abbastanza, paura dei nostri pensieri, dei nostri desideri. Quando invece, se una cosa la sto imparando, è che fermarsi e ascoltarsi, è la forma di indipendenza più grande che ci sia. Non si può correre sempre verso nuove mete, bisogna avere il coraggio di fermarsi e godersi il proprio tempo. Ecco cosa significa viaggiare da soli.
Fermati e osserva.